Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino" è la biografia di una ragazzina, divenuta schiava dell'eroina, costretta a prostituirsi per finanziare il proprio lento suicidio.Una quattordicenne.
Probabilmente nata già condannata; cresciuta nel posto sbagliato, nel momento sbagliato, in un contesto alienante e con pochissime possibilità di fuga. Figlia di genitori divorziati (un padre frustrato e violento, una madre troppo concentrata a "ricostruirsi una vita") vittime a loro volta dei ritmi di vita moderna imposti dalla metropoli, Cristiane diviene adolescente in un ambiente devastante, per lei e per gran parte dei suoi coetanei.Una bimba sensibile, vittima della violenza domestica, succube delle "nuove" urbanizzazioni popolari, costretta a subire un ambiente sociale grigio, alienante e distratto; assolutamente poco protettivo.Frequentando l'oratorio del quartiere, una struttura peraltro ritenuta sicura dalla madre, ha i primi contatti con le sostanze psicotrope.Inizia fumando hascisc ed in pochi anni, quasi in un crescendo rossiniano, diventa tossicomane e prostituta.
E' una ragazzina ingenua ed un po' ribelle che non resiste, attratta dai manifesti pubblicitari della "discoteca più moderna d'Europa", alla tentazione di frequentare (naturalmente all'insaputa della madre) il "SOUND".Al "SOUND" incontrerà Detlef ed i suoi amici e con loro compirà il passo definitivo verso la tossicodipendenza…
Cristiane, adolescente sola ed inconsapevolmente disperata, ha un'enorme necessità d'affetto; ha bisogno di piccole attenzioni e vuole amare... …Vuole amare dedicandosi totalmente al proprio compagno e condividere con lui ogni esperienza, purtroppo non è in grado di "proporre" alcunchè, ma solo di imitare ciecamente ogni comportamento di Detlef, anche quello più malsano… …Perché Detlef, per quanto un po' più grande e "sveglio" è come lei, un pulcino perso in una tempesta senza fine… I due s'innamorano, ma i loro comportamenti saranno sempre autodistruttivi…Anche il gruppo degli amici vive la stessa situazione: ragazzini soli in un mondo che, come alternativa al grigiore, offre generosamente solo sballi e disperazione.Il giorno del quattordicesimo compleanno, dopo aver assistito al concerto di David Bowie (il suo idolo), Cristiane, per sentirsi più vicina al suo Detlef, prova la prima sniffata di "bianca" illudendosi di limitare tal esperienza a quell'unica volta……Nel giro di qualche settimana arrivò il turno della prima "spada" e poco dopo, anche per lei iniziò la vita della "bucomane" a tempo pieno.
Una vita di merda, trascorsa in cessi maleodoranti in compagnia della siringa… Vomito…Aghi spuntati… E, soprattutto, bisogno di denaro, sempre più denaro… fino alle marchette, al contatto fisico con clienti miseri e perversi ma in ogni caso "figli" del mondo di merda contemporaneo!Eppoi le continue menzogne, raccontate alla madre, ai professori, ai poliziotti e soprattutto a se stessa; la protagonista n'ascolta e ne racconta tante, cerca d'illudersi sullo stato pietoso in cui si trova, promette di smettere, fornisce pretesti a riguardo della propria tossicodipendenza, ma finisce sempre sul retro di quella squallida stazione, vendendosi per comprare roba ed allontanare l'insopportabile crisi d'astinenza.
In quel dramma, apparentemente, lei non è sola, ha degli amici nella stessa situazione ma, l'eroina non permette amicizie.I rapporti umani, le regole di convivenza sociale, gli affetti, perdono ogni importanza quando la "scimmia"si fa sentire, progredendo, fino a divenir insopportabile.Babette, la sua migliore amica, cesserà di esistere con il laccio al braccio e l'ago in vena.Sarà una delle tante certo, ma la sua morte finirà sbattuta in prima pagina: la più giovane vittima dell'eroina, trovata senza vita, dentro un gabinetto, a soli quattordici anni.
Una spirale senza una fine, senza apparenti vie d'uscita e che spazzerà via tanti, troppi ragazzi di quei fottuti, tardi anni settanta! Christiane in un breve, distorto, momento di lucidità, dopo alcuni tentativi di disintossicazione miseramente falliti, deciderà di annientarsi definitivamente con la "pera finale" ma anche stavolta senza successo.
Dopo questo fatto sarà allontanata da Berlino e, tra mille difficoltà d'integrazione, proverà a ricostruire la propria vita.Il libro finisce così, senza un vero epilogo.Il resto lo racconterà la cronaca, a distanza d'anni.
venerdì 1 agosto 2008
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