lunedì 1 settembre 2008

Il Gattopardo


I garibaldini sono sbarcati in Sicilia. C'è fermento nell'isola: la nobiltà ha presentimenti di rovina, la borghesia faccendiera si prepara ad appropriarsi delle sue spoglie. Don Fabrizio, principe di Salina, attende la rovina della propria classe e della propria famiglia senza reagire: pur non amando il nuovo, sa che il vecchio non può sopravvivere e non ha voglia di muovere un dito per salvarlo. Anzi, approva in cuor suo il nipote Tancredi, giovanotto spregiudicato, convinto perché tutto rimanga com'è che bisogna che tutto cambi. Lascia che sposi la figlia di un furbo arricchito, Calogero Sedara: Tancredi è povero e per rimanere dalla parte dei dominatori ha bisogno della sua ricca dote. Ma quanto a sé, è un'altra faccenda: all'inviato di Torino che gli offre un seggio al Senato, Don Fabrizio risponde proponendo in sua vece Calogero Sedara. Disincantato di tutto, attende soltanto la morte. La sua casata non gli sopravviverà a lungo.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Il libro mi affascina, mi piace perchè è storico.. ma dopo le prime pagine perdo sempre il filo.Sono arrivata a 40 pagine ma proprio non mi piace. La conclusione è che non ho mai finito di leggerlo. Ce la farò un giorno?